Educazione digitale per una cittadinanza attiva e consapevole

Educazione digitale per una cittadinanza attiva e consapevole:

una staffetta dai liceali del “Mamiani” agli alunni della scuola media “Pirandello”

Alla “Pirandello” il Safer Internet day (il Giorno della Sicurezza in Internet, quest’anno l’8 Febbraio) continua ad essere “celebrato” anche nei mesi successivi e questa volta sono i ragazzi del liceo “Mamiani” (Scienze Umane e Linguistico) a spiegare agli studenti delle medie come non finire nei pericoli del web.

Ormai è un obbligo morale da parte di ogni scuola educare all’uso consapevole del digitale così come nella società contemporanea è irrinunciabile la necessità di conoscere e saper utilizzare a fondo proprio la Rete che durante la pandemia, in pieno  lockdown  è stata il rifugio degli adolescenti molto spesso inconsapevoli dei rischi ad essa connessi.

Nell’epoca del Covid19 sono aumentati infatti i crimini informatici così come i casi di cyberbullismo.  Secondo le ultime statistiche il 6% dei minorenni tra 9 e 17 anni è stata vittima di bullismo in Rete, mentre il 19% ha assistito ad almeno un episodio di violenza verbale.

L’isolamento forzato ha generato un aumento della rabbia che spesso si sfoga in Rete e di notte, modificando i ritmi del sonno, dell’alimentazione e ha causato l’aumento di atti autolesivi, manifestazione di ansia, depressione.

Ma quando sono ragazzi di qualche anno più grandi a spiegare come utilizzare in modo corretto il web, il messaggio diventa ancora più esplicito e diretto.

Specie poi se a scuola si usano i device per realizzare delle attività laboratoriali interessanti e piacevoli. Diventa più intuitivo capire come distinguere le informazioni vere dalle fake news, quando si deve svolgere una ricerca, quali sono i meccanismi da attuare nella realizzazione di un meme, come evitare il bullismo e il cyberbullismo.

Più immediato diventa comprendere le caratteristiche dell’hate speech, capire quanto siano pericolosi e vigliacchi i ‘leoni da tastiera’, quanto sia importante non rimanere indifferenti, se a spiegare tutto questo sono ragazzi.

Questa attività di peer tutoring prende origine da un PON realizzato qualche anno fa dal liceo “Mamiani”, cui è seguita negli anni successivi una formazione costante di gruppi di studenti, divenuti a loro volta formatori dei più piccoli e che proseguirà anche per questo e il prossimo anno scolastico.

Questa sinergia tra i due istituti ha favorito una crescita per tutti gli studenti coinvolti soprattutto per quanto riguarda le competenze chiave europee e per le soft skills.

Si ringraziano in particolare i due dirigenti scolastici: la prof.ssa Lucia Bumma della “L. Pirandello” e il prof.re Roberto Lisotti del “T. Mamiani” e le professoresse Francesca De Vincenti, Claudia Mazzoli e Barbara Pezzolesi.